Pubblicato in: Pensieri

Papà? È al lavoro.

Io lavoro la sera.

Esco alle 20.00 da casa perché insegno teatro.

E alle 20.00 Selina ha finito la pappa ed  è in fase pre ninne.

È li che gioca con le costruzioni,o guarda peppa pig alla tv e io mi metto la giacca per uscire.

Lei allora si alza, mi corre incontro e dice: “papà?”

“Dimmi amore”

“Ciao”

Che è la sua parola per dire un po’ tutto.

“Papà va a lavorare, ma torna presto.”

E la bocca inizia a scendere formando una piccola U al contrario.

Interviene la mamma.

“Dai amore, andiamo a giocare, papà torna presto” e mi fa segno di andare.

Io esco salutando e mentre la porta si chiude, sento il pianto di chi viene abbandonato in mezzo ad una strada da solo e al freddo.

E lei ripete: “Papà?”

E la mia signora la consola dicendo: “è al lavoro”

E lei tirando su col naso dice: “Ciao” che vuol dire sia ho capito che non ho capito ma mi fido

E io vorrei rientrare e dire: sorpresa,sono qui! Ma non posso e da dietro la porta, l’unica cosa che faccio ogni sera è dire a bassa voce semplicemente “Ciao”.

Che può voler dire ora papà torna o ti voglio un bene dell’anima.

Ciao.

Pubblicato in: Consigli, Diario, Primo Trimestre

GIORNO +57: LA PRIMA VACANZA (IN TRE) – Prima parte

Agosto.

Non un agosto qualunque.

L’agosto più caldo degli ultimi 200 anni.

Non so come combattevano il caldo 200 anni fa, so che io, la mia signora e la piccolina ci siamo murati in casa sotto l’unica fonte di refrigerio che è il condizionatore.

N.B.: ricordarsi di santificare chi ha creato il condizionatore.

Non potendo però vivere di sola aria (seppur condizionata), ogni tanto dovevamo uscire per la spesa e il posto perfetto era il centro commerciale.

Ogni volta che entro in un centro commerciale, mia figlia crolla dal sonno.

Ma non potevamo continuare a fare su e giù per un grande magazzino, quindi ci armiamo di pazienza e coraggio e cerchiamo una settimana da qualche parte.

Certo, cercarla ad agosto è come cercare una zona d’ombra nel deserto a mezzogiorno, ma la speranza è l’ultima a morire.

Mare non piace a me.

Montagna non piace a lei.

Collina è noiosa.

Pianura fa caldo.

Lago… lago!

Abbiamo trovato lago nel pagliaio. (scusate.)

Un buon compromesso tra mare e montagna, tra caldo e fresco; si scegliamo il lago di Garda, dove siamo stati anche l’anno precedente (ma in due).

CONSIGLIO PER I PADRI: Quando si deve partire, si deve calcolare un periodo di ritardo standard da collegare alla propria signora. Una volta capito il tempo di attesa, lo si deve moltiplicare per 3 per capire quanto ci metterete ad uscire una volta che avrete un figlio/a.

La regola del 3 può sembrare esagerata, ma per qualunque cosa vogliate fare, sappiate che il tempo che ci mettete sarà triplicato, è matematico.

Partiamo all’alba, prima poppata delle 6.

Io do il latte, la signora finisce le valigie.

Io finisco il latte, la signora non finisce le valigie.

Le do una mano, perchè in più c’è da fare anche la valigia della bambina.

VALIGIA MIA:

  • n° mutande a seconda del numero dei giorni
  • stesso per i calzini
  • 1 pantalone lungo (con l’altro ci parto)
  • 1 pantaloni corti (ma tanto farà freddo)
  • 4 magliette corte
  • 2 magliette lughe
  • un maglioncino
  • sacchetto con spazzolino, deodorante, sapone…
  • un libro + caricabatterie cellulare.

VALIGIA DI LEI:

  • 2 gonne
  • 3 pantaloni lunghi
  • 2 short
  • 3 paia di scarpe
  • 5 camicie
  • 4 maglie
  • un costume da bagno
  • un maglione di lana
  • una coperta di cotone
  • mutandine e calze in numero superiore ad infinito
  • reggiseni q.b.
  • Un prosciutto (per il viaggio)
  • Sciarpa e giacca a vento
  • Un libro
  • Un’altra borsa per trucchi e struccanti

LA BORSA DELLA BAMBINA:

  • Termos con l’acqua calda
  • Dosi del latte in polvere.
  • Pannolini.
  • Fasciatoio portatile.
  • Pezzetta per eventuale ruttino
  • 2 biberon (meglio 3)
  • Tisana in polvere
  • Altra busta di latte in polvere
  • Vestitini corti
  • Vestitini lunghi
  • Acqua per lei
  • Ciucci
  • Pulisci ciuccio
  • Copertina leggera e pesante
  • Cambio delle lenzuola della culletta

IMPORTANTE: RICORDARSI DI PORTARE IL CUCCHIAIO DOSATORE PER IL LATTE IN POLVERE

Ok, abbiamo preso tutto.

La domanda spontanea è: ma non potevamo farle ieri le valigie? Non trovo risposta nella mia signora.

“Devo però almeno pulire la cucina, altrimenti quando torniamo è sporca”

Intanto il tempo scorre.

“Ok, ci sono. Partiamo?”

E la piccola piange.

“Oddio, perchè piange?”

“Perchè sono già passate tre ore. Ha fame.”

E così l’idea di partire all’alba sfuma inesorabilmente.

CONTINUA….