Pubblicato in: Consigli, Diario, Pensieri

GIORNO + 79: IO E TE DA SOLI

E’ successo.

Era il momento che aspettavo con gioia e preoccupazione.

La mamma è andata via per lavoro e oggi siamo soli con il papà.

Io e lei.

Da soli.

Panico.

Ok, calmo, tranquillo, sai tutto, sai gestire tutto.

La pappa la dai sempre tu di notte, quindisai come si fa; il pannolino lo cambi sempre quindi non c’è problema; sulla cacca abbiamo ancora delle difficoltà, ma possiamo lavorarci.

Già mi immagino una giornata di sole, io e lei con il passeggino a girare per la città.

O meglio ancora, con il marsupio davanti a girare per le strade.

Con tutti che ci guardano e dicono: ma che bella bambina, ma che bravo papà.

E io a gongolare perchè tutti ti guardano e ti dicono che sei bella.

E io prima ancora di sentirti piangere, mi fermo, prendo il latte e ti do da mangiare su una panchina in mezzo al verde, e tutti ci guardano e dicono: ma che bella bambina, ma che bravo papà.

E faremo la spesa, e guarderemo film in tv e giocheremo sul tappeto, rideremo e farai tante ninne.

….

Il rumore della porta che si chiude alle spalle di mia moglie e il pianto sincronizzato di mia figlia mi riportano alla realtà.

Lei piange, io le do il latte, lei piange ancora, allora le cambio il pannolino ed è piena di pupù e preparo l’acqua calda ma non troppo e la lavo ma ho dimenticato l’asciugamano e lei starnutisce perchè ha freddo e il fasciatoio è chiuso e con una mano è difficile da aprire ma non sai dove poggiarla, la cambi ma ha i pantaloni sporchi quindi devi prendere un altro completino ma non sai dove sta e non vuoi chiamare aiuti esterni quindi prendi il primo che trovi e la rivesti, ma continua a piangere e finalmente con il latte si calma.

E non sono passati neanche 10 minuti.

Decido che forse una passeggiata può distendere un attimo il clima di tensione che si respira dentro casa.

Prendo il marsupio e inizio a guardare le 615 pagine di istruzioni.

Ok, forse è meglio la fascia.

Invece delle istruzioni, la fascia ha addirittura un dvd per capire come si mette.

Bene, direi che la metto direttamente nel passeggino.

Appena messa sul passeggino, inizia a lamentarsi, si muove, si agita e non capisco cosa può volere.

La porto in strada e il sole ci accoglie con i suoi raggi.

Forse anche troppi raggi.

Ho appena scoperto che mia figlia in realtà è l’ultima reincarnazione di Dracula, visto che odia perdutamente il sole.

Abbasso completamente il tettuccio del passeggino e provo a camminare un po’. Lei sembra tranquilla, ma così blindata nel passeggino tutto chiuso sembra di portare a spasso uno scaldabagno.

Provo ad alzare un po’ il tettuccio e un urlo da dentro mi fa capire che forse è meglio stare fermo.

Entro per fare la spesa ma non mi accorgo che il tempo di preparare la borsa, metterla sul passeggino e scendere con lei è stato troppo lungo, quindi ora lei ha fame.

Cerca di corsa una panchina, o anche un muretto, mi accontento di un angolo pulito, una sedia di un bar, vi prego qualcosa….

Ti siedi su una sedia di fortuna, la prendi in braccio, prendi il latte ma dimentichi il freno del passeggino che come nella Corazzata Potemkin sta per investire una serie di passanti.

Fortunatamente il tuo piede è più reattivo della tua testa e riesce a frenare la ruota mentre continui a dar da mangiare a tua figlia.

Mentre le dai da mangiare, evidentemente passano davanti a te tutte puericultrici che hanno l’esigenza di doverti spiegare come tenere tua figlia, come darle il biberon, l’angolazione giusta… ma soprattutto vedendo un padre da solo ti trattano come l’ultimo dodo ancora in vita e ti guardano come a dire: povera bambina…

Decidi di tornare su anche perchè ha il pannolino bagnato, ha rimesso sulla tua camicia e ha evidentemente sonno ma non riesce a dormire.

Entri nell’ascensore ed è esattamente della grandezza del passeggino, ma senza le ruote.

Quindi devi smontarle, entrare e rimontarle fuori.

Il tutto con lei dentro.

Entri in casa, la metti sul letto e squilla il telefono.

Tua moglie ti chiede come va.

Tu guardi l’orologio e vedi che sono passate appena 3 ore.

Da uomo fai finta di niente e dici: tutto a posto, fai pure con comodo.

In realtà vorresti solo piangere chiedendole di tornare.

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Giorno + 11: Pit-Stop (Guida per padri al cambio del pannolino)

Dopo il primo momento di panico, dovuto al ritorno a casa e al nuovo ritmo imposto dalla nascitura, c’è un altro istante in cui tutto sembra perduto e il mondo perde completamente senso.
Quando lei dice:

Amore, io esco un attimo, ci sei tu con la bimba, ok? Tanto ora riposa
Tranquilla, ci penso io.”

Quando lo fa lei, sembra tutto tranquillo, per quale motivo dovrebbe essere difficile senza di lei?


Illuso.

Nell’esatto istante in cui lei esce, la bambina si sveglia e inizia a piangere.
Ma non è il latte che vuole, vuole essere cambiata.
Al mondo può sembrare una bimba innocente, con occhioni grandi e manine piccole.
Si tratta invece di 56 cm che producono un quantitativo di materiale organico inconcepibile per un essere umano normale.
E di tutto questo, ti devi occupare da solo.
Fai un bel respiro, calmati e ascolta questi consigli.

1 – PREPARA LA LOCATION
Sul fasciatoio, metti un asciugamano pulito. Non coprire tutto il fasciatoio con l’asciugamano, per l’ultima parte usa della carta assorbente. Perchè? Fidati. Non vuoi cambiare ogni volta l’asciugamano, vero?

2 – TUTTO A PORTATA DI MANO
Il seguente materiale deve essere alla lunghezza massima del tuo braccio.

  • pannolino
  • fogli di scottex (tanti)
  • salviettine umidificate
  • vestitino
  • busta di plastica per buttare tutto

Se sbagli ora, non avrai occasione per riprenderti.

3 – PRENDILA E DISTRAILA
Il trucco è non farle capire che la stai per cambiare, e soprattutto non farle capire che non sai minimamente come fare.
Se vede la paura nei tuoi occhi, è la fine.
Menti.
Fortissimamente menti.

4 – VELOCE!
Rapidità. Questa è la parola chiave.
Mettiti la tuta rossa e sentiti un uomo del Team Ferrari.
Hai solo pochi decimi di secondo, non puoi sbagliare.
Fai un bel respiro e parti.

5 – LA SEQUENZA PERFETTA

  • sbottona il vestitino
  • apri il pannolino
  • toglilo alzando leggermente le gambine
  • pulisci tuo/a figlio/figlia con la salviettina umidificata
  • cambia il pannolino (sempre alzando le gambine piano)
  • chiudi il vestitino (se non devi cambiarlo)
  • butta tutto nella busta di plastica

Fai attenzione, generalmente si divertono a fare la pipì appena tolto il pannolino, per questo aspetta un secondo prima di toglierlo completamente e usa lo scottex per proteggere tutto quello che hai intorno (anche te stesso).

Una volta eseguiti i cinque punti de “la sequenza perfetta”, potete riportarla nel suo lettino/carrozzina e guardarla mentre chiude gli occhi tutta contenta, aspettando trionfanti la vostra signora.

Un ultima cosa: appena vi girerete, la vostra bambina avrà gli occhi aperti a mezz’asta e un sorriso malvagio che prevede un nuovo cambio, ora però, siete degli esperti!

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Giorno + 1: Tornando a casa

E’ il giorno dell’uscita dall’ospedale.

Finalmente la dimettono e possiamo tornare a casa.
Arrivi lì, mentre lei si sta preparando e vedi altri quasipadri come eri tu e ti senti forte e saggio, di quella saggezza dettata dall’esperienza.
Li guardi e con lo sguardo dici: coraggio, ci siamo passati tutti.
E loro ti guardano come a rispondere: ma chi è questo?
Ripensi a quando a essere in quella situazione eri tu, con la tua signora e il suo pancione, mano nella mano, in attesa della vostra stanza.
Il tutto: solo 72 ore prima.
Incredibilmente ti ritrovi, dopo soli tre giorni, a conoscere tutti i padri che hanno iniziato questo percorso come te, anche se per così poco tempo, accomunati da quel senso cameratesco tipico maschile.
Vi salutate, come vecchi compagni di avventure, sicuri di rincontrarvi sulla via della crescita.
Prendi tua figlia e la tua signora e t’incammini verso la macchina.

Ecco alcune cose pratiche da fare e da ricordare:

1 – Porta la carrozzina e la culletta, poi una volta in macchina trasferisci la bimba sull’ovetto opportunamente pre-installato.
“Perchè non portarla direttamente nell’ovetto, dirai tu quasipadre?
Questa è una domanda molto intelligente, per uno che non ha in mano una bambina appena nata che piange, una donna incinta che non ha, in sostanza, dormito per tre giorni di fila, con il senso già distrutto dal dolore, la macchina parcheggiata in verticale perché non c’era altro posto e gli altri automobilisti che suonano come se foste tutti nel mezzo del capodanno cinese.

2 – Prima di uscire devi registrare tua figlia.

Come? Ti daranno un foglio appena nata, dove l’ostetrica avrà registrato l’orario in cui è nata con i dati della madre (se noti, i dati del padre si riducono a nome e cognome. Stop.).
Alcune strutture ospedaliere, il Fatebenefratelli di Roma, dove sono andato io, è una di queste, hanno al loro interno un servizio per registrare i neonati, altrimenti puoi andare direttamente all’anagrafe con il foglio entro dieci giorni dal parto.

3 – Dopo il parto guidare con la tua signora non sarà più semplice.

Come ho scritto sopra, devi calcolare che non ha dormito per tre giorni e che sogna soltanto un letto morbido e una doccia rinfrescante. Devi comunque fare piano, molto piano, perchè ogni buca è una sofferenza e se il bambino dovesse mai svegliarsi…

4 – Prepara a casa tutto. Non avrai tempo una volta arrivato.

Sterilizza il biberon e mettilo in bella vista, compra il latte anche se lei allatterà tutto il tempo al seno, magari per far dormire tua figlia puoi darle una aggiunta di latte, lei non se ne accorgerà. Prepara anche dei panini o della pasta fredda (questi per te e per la tua signora, non per la piccola, che comunque potrebbe gradire) da poter mangiare appena arrivati; avrete una fame incredibile e non ci sarà tutto questo tempo per cucinare.

L’imprevisto è dietro l’angolo, anche preparandoti tutto non puoi calcolare cosa avrà riservato per te il fato.
Quando meno te lo aspetti, qualcosa potrebbe andare storto, tua figlia se ne accorgerebbe e inizierebbe a piangere… Togli potrebbe.