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GIORNO +191: VIVA LA PAPPA

Una tappa importante nella crescita di un neonato é sicuramente il passaggio dal latte alla pappa.

Ma non tanto per la l’evoluzione del bimbo, quanto per il genitore che si trova ad affrontare Conan il barbaro che bandisce un cucchiaio di plastica, mentrenoi abbiamo solo un misero pezzetto di bavaglino come copertura.

Nel favoloso mondo dello svezzamento, ognuno dice la sua, sostenendo le proprie tesi quasi come una setta religiosa.

La pappa sì ma con le farine di riso

Il latte non toglierlo prima dell’anno

Non dargli il pomodoro, dagli la carne, solo alcuni tipi di pesce, fallo in casa, compra l’omogenizzatore….

Il primo pensiero è stato di dare 20 euro a mia figlia e farle mangiare quel che voleva.

Il secondo è andato al nonno della mia signora che le dava le olive e il barbera.

Alla fine ho deciso di seguire il pediatra e di vedere passo passo le reazioni della piccola.

La mia signora prepara la pappa per Selina:

  • due cucchiai di farina bio Senatore Cappelli
  • un cucchiaio di olio extravergine della sabina
  • parmigiano stagionato 36 mesi
  • carne di pollo di natura biologica
  • verdure per il brodo fatto in casa prese dal l’orto di mio zio.

Io invece mangio un panino con il pane secco di tre giorni fa e due fette di prosciutto che erano in frigo da prima della costruzione di casa.

Il primo cucchiaio è importante.

Tutti con il fiato sospeso.

Il cucchiaino parte con il suo carico di pappa buona e arriva davanti la boccuccia di Selina che apre titubante le labbra e mangia!

La reazione è quella di un condannato a morte a cui viene dato del cianuro per giustuziarlo.

L’espressione è quella di chi ti chiede: ma che ti ho fatto di così brutto da darmi questo schifo?

Non ero la tua bambina adorata? Cosa é successo?

E tu in quel momento ti senti sprofondare nell’abisso più profondo.

Oh tu padre snaturato che non riesci a sfamare tua figlia.

Non mangerà mai più perchè hai sbagliato qualcosa nello svezzamento.

Aveva ragione quel tuo amico che non ha figli ma ne capisce di cibo…

E mentre pensi a tutto questo, vedi tua figlia con la bocca spalancata che aspetta la nuova razione e batte il pugno sul tavolo al grido di “meno pippe mentali, più pappa reale”.

E tu continui e ad ogni boccone riprendi colore, anche se solo 1 su 4 riesce a fare centro mentre il resto finisce ovunque tranne che in bocca.

Allora cerchi un modo per farle guardare il cucchiaino: la tua signora la imbocca e tu fai di tutto dietro di lei.

Parti con lo schioccare le dita.

Continui canticchiando e battendo le mani.

Usi giocattoli, peluches, marionette.

Ma tutto dura troppo poco. Si distrae costantemente e non mangia.

Alla fine ti ritrovi con le bolas infuocate, su una scala, tenendo in equilibrio sul naso un coltello per il pane.

Finita la pappa ammiri il campo di battaglia.

12 ciotole per la preparazione che neanche la mise en plase del ristorante da Cracco.

Il bavaglino intonso, mentre il resto é una poltiglia melmosa che gronda dal vestitino della piccola.

Il viso di lei che è completamente pasticciato e le sue manine che si stropicciano gli occhi con la conseguenza di aumentare l’effetto espressionista sul suo viso.

E lei che ha mangiato la prima pappa e ora vuole solo riposare, vi guarda e vi sorride soddisfatta.

Bravi.

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GIORNO +63: RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI ( Ovvero consigli per chi si fosse messo in contatto solo ora)

Dall’alto dei miei due mesi e mezzo di paternità ho capito alcune cose che prima ovviamente non sapevo.

Ho sempre odiato le frasi tipo: “non sei genitore, non puoi capire”.

Ora che lo sono capisco.

Ma non per questo infierisco su chi non ne ha.

Prima della nascita di mia figlia ho studiato praticamente di tutto.

Avrei potuto prendere una laurea in puericultura o perlomeno organizzare un corso per la regione su come si cresce un figlio.

Poi lei è nata veramente.

E ho buttato tutti i libri e il sapere che avevo.

Ecco di seguito le 10 cose che ho capito fino ad ora (e che sicuramente saranno sbagliate tra qualche mese)

1 – Non sottovalutare i giorni del parto.

Nel giorno più bello della vostra vita, la tua signora sarà in ospedale a fare il lavoro più duro, mentre noi saremo senza far niente in attesa.

Sbagliato! GODITI QUESTI GIORNI. Passeranno molti anni prima di riavere casa completamente per te senza nessuno. Dormi, mangia, ubriacati, (ri)guarda tutta la saga di Guerre Stellari. Fai qualunque cosa, ma falla. Fidati.

2 – Non siamo così inutili.

Appena nata, tutti corrono in ospedale a complimentarsi.

Tutti baciano la tua signora.

E tutti ti dicono: va beh, ma tu non hai fatto niente, il grosso lo ha fatto lei.

E tu sei relegato al ruolo di parente lontano, che viene a trovare la nascitura.

Addirittura alcuni ospedali non ti fanno neanche rimanere dentro in quanto padre, ma hai gli stessi orari di Zia Elide che viene dall’umbria.

Ma non disperare.

Il ruolo del padre è quello del filtro. Siamo muri contro il mondo che vuole allungare le dita e dar fastidio al sonno di tua figlia, siamo il supporto per i primi giorni della nostra signora che è ancora bombardata dagli ormoni, siamo i risponditori di telefono mentre lei allatta…

3 – Un figlio non avvicina.
Lo so che questo che sto per dirti distrugge ogni tua idea di romanticismo e sicuramente mi creerà mille commenti feroci di tante mamme, ma in realtà un figlio non avvicina la coppia, ma la allontana.

Un figlio trasforma l’equilibrio che avete creato mentre eravate in due, lo distrugge e ne crea uno nuovo. Ma per crearlo, bisogna essere realmente forti e sapere che questo tempo passerà.
Se riuscite a superare questa prima fase, poi non ce ne sarà per nessuno.

Un figlio non avvicina, ma cementifica la coppia se è forte di partenza.

4 – Non serve dormire prima.

La frase classica mentre si è in attesa di un figlio è: Hai dormito tanto? Tra poco non lo farai più.

Il problema è che non siamo un accumulatore di sonno, non abbiamo (purtroppo) una batteria di riserva che intanto possiamo mettere a caricare mentre facciamo altro.

Quando nascerà, ti terrà sveglio la notte.

Ma se siete in due potete organizzarvi con i turni (se non allatta al seno), puoi dare una mano a fare tutto il resto mentre lei allatta, potete dividervi il peso e dormire mentre l’altro cura la bambina.

E’ un gioco di squadra, solo che adesso la squadra è a 3.

5 – Lui/Lei lo sa quando mangi.

L’orologio biologico di un figlio non è tarato su un suo bisogno fisiologico.

Questo è quello che vogliono farvi credere.

In realtà lui/lei sa quando mangi.

Ed è esattamente in quel momento che avrà fame!

Vedo mia figlia dormire serenamente.
Allora cucino, preparo qualcosa, compro roba già pronta…

Appena porto la forchetta alla bocca sento: “waaaaa”

E’ così per tutti.

Non prendo un caffè caldo da oltre due mesi.

6 – Aspetta prima di toglierlo (il pannolino)

C’è un simpatico gioco che fanno praticamente tutti i bambini: appena li cambi, nel passaggio dal vecchio al nuovo pannolino, decidono che quello è il segnale per fare pipi.

E’ matematico, non si sbaglia.
E allora ricorda: una volta aperto il pannolino, prima di mettere il nuovo, aspetta.

Aprilo, ma lascialo li.

Ah, lo avessero detto a me….

7 – White noises

E infine arrivò la prima colica.

Un pianto disperato, senza sosta.

Non c’era niente al mondo che potesse calmarla o lenire questo dolore devastante.

Poi la mia signora decide di accendere il phon, perchè lei si calma così quando le fa male qualcosa.

E magicamente il pianto sparisce.

Si chiamano White noises e sono tecnicamente dei rumori continui tipo l’aspirapolvere, il ventilatore, il phon… e servono ad annullare gli altri suoni intorno e a tranquillizzare il bambino.

Esistono anche delle applicazioni sul cellulare, dove si possono mettere questi suoni vicino la culletta.

Con la mia funzionano.

8 – La cacca NON è santa

Non so chi abbia messo in giro questa voce, ma sicuramente era uno senza figli.

I bambini fanno la cacca non ancora con regolarità e molte volte hanno dei fastidi e problemi.

Il punto è che quando la fanno, l’ONU viene a bussare per chiedere se abbiamo armi di distruzione di massa.

A volte non credo sia concepibile che un essere così piccolo possa produrre qualcosa di così grande. Ma soprattutto lei aspetta me, quando siamo soli e quando sa che sono più vulnerabile.

Allora colpisce.

E di santo c’è veramente ben poco…

9 – Se piangi, se ridi…

Fortunatamente mia figlia ha iniziato a ridere da subito.

Forse perchè ancora non sa cosa le riserverà il futuro.

O forse perchè mi sta prendendo in giro su come mi comporto con lei.

Sta di fatto che quando piange ha dei codici ben precisi e ogni pianto ha un significato diverso.

Mano in bocca = Pappa

Mano sull’orecchi = Ninna

Gambe in alto = Puzzetta

E così via fino a creare un vocabolario Italiano-Selina, Selina-Italiano

Fondamentale: Tutti i bambini hanno il singhiozzo e il rigurgito.
La prima volta è devastante. Ti senti impotente e pensi che non ci sia più niente da fare. Dopo la quarta volta hai già capito che si tratta solo di doverla cambiare di nuovo.
Non ti agitare, è normale.

Il singhiozzo passa da solo, oppure basta un goccio di latte/tisana da farle bere per riassestare il diaframma.

10 – Stai qui, ora.

Non andare troppo a pensare a cosa farà all’università.

Non pensare a come potrebbe essere quando sarai tu vecchio e lei ti accudirà.

O anche solo a quando camminerà e sarà autonoma.

Pensa ad ora.

Al primo sorriso.

A quando ti guarda e ti riconosce.

Al suono dei suoi versetti.

Stai qui e goditi tutto, ogni giorno c’è qualcosa di nuovo.

E ogni giorno scopri qualcosa di te che non sapevi.

Goditela.

Pubblicato in: In pratica, Pensieri, Primo Trimestre

GIORNO +40: I MIEI PRIMI 40 GIORNI

Finalmente sono passati.

Dicono che siano i più duri.

La chiamano la quarantena.

Dicono che i successivi siano peggio.

Gli amici ti dicono: eh, questa è la fase migliore, poi sarà peggio…

Il problema è che lo dicono per tutte le fasi!

Se non cammina, quando gattona sarà un dramma.

Quando gattona, appena cammina bene sarà un dramma.

Quando cammina, aspetta che inizi a chiederti i perchè…

E’ una vera e propria quarantena, in cui sei bombardato da mille informazioni diverse.

Intanto i tuoi ritmi sono completamente cambiati, in 40 giorni non sono riuscito a bere un caffè caldo appena fatto: ogni volta che lo verso mia figlia reclama attenzioni.

40 giorni ti servono per capire se sei pronto alla fuga o al fatto di avere per tutta la vita con te un essere che cresce e che per buona parte del tempo dipenderà da te.

Ma ti serve anche per guardarti allo specchio e capire che sei cresciuto tutto insieme, che ora hai una responsabilità in più e che non c’è solo la parte bella dei regali, del far vedere la piccola agli amici, dei giochi…. ma ci sono anche le poppate notturne, i pianti, le coliche, i pannolini….

I bambini sono meravigliosi quando sei lo zio.

Se sei il padre è un po’ più tosta.

Vedi i capelli bianchi (per chi li ha ancora) e vedi quella ruga che prima non c’era.

Ma se guardi bene, quella ruga è di espressione, di un sorriso che ti spunta quando la vedi e quando ti guarda.

Dopo 40 giorni inizia a seguirti con gli occhi, sorride senza denti e stringe con quelle ditine che sembrano sempre sul punto di spezzarsi.

In 40 giorni cresce in una maniera spaventosa, i vestiti che prima non le entravano ora le stanno piccoli. Capisci adesso perchè ti hanno regalato un quantitativo di vestitini con ancora l’etichetta. Tu farai lo stesso per il prossimo bimbo che nasce.

In 40 giorni impari a:

  • cambiare un pannolino in meno di 1’30”
  • preparare la pappa anche con gli occhi chiusi
  • ottimizzare i tempi di sonno, ossia addormentarsi subito in ogni angolo e in qualsiasi situazione
  • tagliare le unghie di un neonato mentre è distratto dal biberon
  • riconoscere quando un pianto è fame, uno è sonno, uno è caccapipìcolichette

Credo che nessuno stage ti dia tanto in così poco tempo.

Ma allo scadere dei 40 giorni, tutto prende finalmente un ritmo.

Anche la tua signora cambia, i livelli di ormoni nel corpo si regolarizzano e lei torna finalmente ad essere una donna normale e non una figura mitologica metà donna e metà incazzatura.

Se superi i primi 40 giorni, puoi finalmente dire: questa è la fase migliore.

Ora arriva il peggio…

Pubblicato in: Alimentazione, Consigli, Diario, Primo Trimestre

GIORNO +30: IT’S A WAR, BABY!

Tralasciate le convenzioni tipo: “un figlio ti cambia la vita” – “ti innamori appena lo vedi” – “e’ una cosa meravigliosa”, c’è un’unica frase che unisce tutti i neopadri: “E’ una guerra”.

Come in tutte le guerre, impari subito a riconoscere gli alleati da quelli che non sono ancora stati toccati dalla battaglia.

Torni a casa e tutto ti sembra diverso.

Non è il mondo come lo conoscevi, non c’è nulla che ti ricorda la tua casa del passato.

Riconosci subito una casa abitata da un neonato perchè ha:

  • ovunque fogli scottex per asciugare, pulire e poggiare gli oggetti
  • un pentolino con dell’acqua sui fornelli per sterilizzare
  • diversi set di biberon su vari mobiletti
  • il tavolo del salone adibito a fasciatoio
  • carrozzina, ovetto, passeggino messi in un angolo

Un neo padre lo riconosci subito.

Ha le occhiaie marcate, non da feste notturne ma dalla poppata delle 3.

Ha l’inconfondibile odore di bambino, un misto tra caccasanta e latte.

E’ vestito uguale all’ultima volta che l’hai incontrato.

Ma soprattutto quando ti vede, ti riconosce e ti fa un impercettibile gesto di intesa, che solo noi neopadri possiamo capire.

E’ una guerra, e siamo tutti dalla stessa parte.

Il vantaggio è che se un neopadre incontra una neomamma, questa sarà la sua consigliera per tutto. Dovevo comprare un ciuccio e non sapevo la dimensione esatta.

Ho chiesto ad una farmacista da poco mamma, per poco non regalava metà dei prodotti del banco ed era disposta a fare da baby sitter a mia figlia.

Un amico (già padre) mi ha detto: “Come va? Di che va male, mi raccomando!”

“Perchè?” – ho risposto io

“Perchè se dici che va bene, ti tiri dietro tutte le sfighe di quelli che hanno i figli che piangono sempre!”

Ed è vero.

Quando all’inizio mi dicevano: Eh, non dormi la notte, vero?

Io rispondevo: In realtà si fa anche 4/5 ore di fila

La risposta nei loro visi era un misto di delusione, invidia e odio puro.

Ora dico sempre: “lascia stare, non chiudo occhi da un mese!”

Questo rasserena gli animi e fa vivere in serenità la famiglia.

Ma soprattutto riconosci i neopadri da i nonpadri (o dai padri che hanno figli molto grandi) dalla reazione di quando vedono tua figlia dormire.

I nonpadri allungano le mani, la toccano e cercano di svegliarla per vedere cosa fa.

I neopadri ti stringono la mano, sgozzano un capretto in onore di una divinità pagana e se ne vanno in silenzio senza svegliarla.

Perchè quando un bimbo dorme è tutto merito suo.

Quando si sveglia è solo colpa tua.

Come si dice in tutte le guerre, bisogna solo pensare che stiamo lottando per la pace, per un futuro migliore, in cui lei sarà grande e vorrà dormire e voi la sveglierete di notte solo per il gusto della vendetta…