Pubblicato in: Diario

Il trasloco

Lo abbiamo rimandato fino all’ultimo.

Abbiamo fatto finta di niente, ma quel giorno è arrivato.

Bisogna cambiare casa.

Ormai Selina sta crescendo e stare tutti nella stessa cameretta è diventato impossibile.

Lei ha già molte più scarpe di me, tre volte i miei vestiti e occupa praticamente tutto un letto matrimoniale.

Quindi urge un cambio di vita.

Chiamo una ditta per le cose più grandi e faccio avanti e indietro con le mille scatole che ho preparato.

Credo che la roba si auto riproduca, perché più me tolgo e più ne trovo in giro per casa.

Quando arriviamo a casa nuova, non c’è ancora nulla. Pacchi su pacchi di roba messa a caso. Non trovo un cambio neanche a pagarlo. Ormai da Ikea mi chiamano per nome e mi salutano.

E poi entra lei.

Selina si guarda intorno e dice: eraviglioso (sarebbe meraviglioso, ma la M da ancora difficoltà).

Corre e gira per stanze che non conosce, si butta a terra e esplora ogni angolo.

Poi si ferma e mi guarda.

– Papà.

– Dimmi amore

– Andiamo casa?

– Amore, questa sarà casa per un po’.

– Certo certo. (È il suo modo di dirmi che ha capito).

Si gira e se ne va con il suo peluche sotto braccio. Ma non la vedo soddisfatta.

Dopo poco torna e dice:

– Ora casa?

E qualcosa in me fa crack.

– Amore, quella casa non c’è più. Ora staremo qui.

– Certo certo.

E sgambetta via.

Quando arriva la sera, la mettiamo a letto e poco prima di addormentarsi con la bocca impastata di sonno dice:

– Papà mio. Mamma mia. Casa qui.

E si addormenta.

Ora si che ci siamo veramente trasferiti.

Pubblicato in: In pratica, Pensieri, Primo Trimestre

GIORNO +40: I MIEI PRIMI 40 GIORNI

Finalmente sono passati.

Dicono che siano i più duri.

La chiamano la quarantena.

Dicono che i successivi siano peggio.

Gli amici ti dicono: eh, questa è la fase migliore, poi sarà peggio…

Il problema è che lo dicono per tutte le fasi!

Se non cammina, quando gattona sarà un dramma.

Quando gattona, appena cammina bene sarà un dramma.

Quando cammina, aspetta che inizi a chiederti i perchè…

E’ una vera e propria quarantena, in cui sei bombardato da mille informazioni diverse.

Intanto i tuoi ritmi sono completamente cambiati, in 40 giorni non sono riuscito a bere un caffè caldo appena fatto: ogni volta che lo verso mia figlia reclama attenzioni.

40 giorni ti servono per capire se sei pronto alla fuga o al fatto di avere per tutta la vita con te un essere che cresce e che per buona parte del tempo dipenderà da te.

Ma ti serve anche per guardarti allo specchio e capire che sei cresciuto tutto insieme, che ora hai una responsabilità in più e che non c’è solo la parte bella dei regali, del far vedere la piccola agli amici, dei giochi…. ma ci sono anche le poppate notturne, i pianti, le coliche, i pannolini….

I bambini sono meravigliosi quando sei lo zio.

Se sei il padre è un po’ più tosta.

Vedi i capelli bianchi (per chi li ha ancora) e vedi quella ruga che prima non c’era.

Ma se guardi bene, quella ruga è di espressione, di un sorriso che ti spunta quando la vedi e quando ti guarda.

Dopo 40 giorni inizia a seguirti con gli occhi, sorride senza denti e stringe con quelle ditine che sembrano sempre sul punto di spezzarsi.

In 40 giorni cresce in una maniera spaventosa, i vestiti che prima non le entravano ora le stanno piccoli. Capisci adesso perchè ti hanno regalato un quantitativo di vestitini con ancora l’etichetta. Tu farai lo stesso per il prossimo bimbo che nasce.

In 40 giorni impari a:

  • cambiare un pannolino in meno di 1’30”
  • preparare la pappa anche con gli occhi chiusi
  • ottimizzare i tempi di sonno, ossia addormentarsi subito in ogni angolo e in qualsiasi situazione
  • tagliare le unghie di un neonato mentre è distratto dal biberon
  • riconoscere quando un pianto è fame, uno è sonno, uno è caccapipìcolichette

Credo che nessuno stage ti dia tanto in così poco tempo.

Ma allo scadere dei 40 giorni, tutto prende finalmente un ritmo.

Anche la tua signora cambia, i livelli di ormoni nel corpo si regolarizzano e lei torna finalmente ad essere una donna normale e non una figura mitologica metà donna e metà incazzatura.

Se superi i primi 40 giorni, puoi finalmente dire: questa è la fase migliore.

Ora arriva il peggio…