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Giorno 148 – La legge del contrappasso

– Tanto in vita hai amato le donne, tanto avrai una figlia femmina – 

Non credo ci sia una correlazione studiata scientificamente, ma se una delle tante università americane perdesse un po’ di tempo ad analizzare questa cosa, sicuramente ci sarebbe un riscontro preciso.
Appena saputo che era femmina, ho fatto i salti di gioia, ho visto tutto rosa e il mondo mi è sembrato subito un posto migliore.
L’ho vista che mi abbracciava e mi amava come nessun’altra, chiamarmi “papino” con i suoi occhioni e ho visto me cedere a ogni sua richiesta, sciolto sotto i colpi bassi dei suoi capricci.
E poi, l’ho vista crescere, allontanarsi da me e iniziare a vivere la sua vita, in un mondo pieno di uomini maiali che vogliono tutti la stessa cosa.
Uomini che la fanno soffrire, che non vogliono rapporti seri perchè “esco ora da una storia importante”, uomini che in discoteca si avvicinano con gli occhiali scuri (dentro il locale) e dicono: “hey bimba, vuoi uscire con me?“, e questo lo so, figlia mia, perchè li conosco gli uomini così. Ne sono circondato!
Sono tutti così.
Tranne papà.
E poi, ho visto la prima cotta, che sarà il vero amore della sua vita, che durerà una settimana, per lasciare il posto al pianto disperato di una eternità distrutta, almeno fino al prossimo amore.
E poi l’ho vista entrare in casa nostra, con lui per la prima volta, mano nella mano:
Papà, lui è X
Chi sei tu? Fuori da questa casa! ho pensato, ma poi ho detto
Ciao, entra…
Avranno già fatto l’amore? Oddio, la mia piccolina!

CONSIGLIO PER I PADRI:
Ok, calmi. Tranquilli.
Ci sono ancora molti anni prima che succeda tutto questo e sicuramente la clausura non può essere una alternativa valida ad una vita socialmente normale (forse, anche io ci sto seriamente pensando).
Tutti abbiamo fatto le stesse cose, siamo sette miliardi al mondo, ogni generazione da spazio alle altre e così via fin dalla notte dei tempi.
E allora l’unica cosa che ci resta da fare è godersi totalmente questi anni in cui saremo noi gli uomini da amare e da presentare a casa, fino a che arriverà il vero amore e noi lo prenderemo da una parte, mentre le nostre figlie non sentono, e mentre continueremo a sorridere diremo loro: “Se le fai del male, giuro che ti uccido. E ora sorridi che ci sta guardando”.

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Giorno 241: La Valigia

La valigia sul letto è quella di un lungo viaggio

Normalmente, quando dobbiamo andare fuori per un week end, io esco con uno zainetto piccolo contenente tutto il necessario per due giorni fuori.
Mentre lei….
Mi giro verso la porta e vedo quattro valige accatastate una sull’altra, un borsone termico, due zaini da campeggio e un trolley.

Perchè ti sei messa ora a fare il cambio di stagione?
Ma no, sono due cose per il viaggio…

Ecco, con questa premessa, parte la mia battaglia personale per la creazione della valigia per il parto.
La valigia, a parer mio, dovrebbe essere una cosa pratica, con la quale portare solo lo stretto necessario, lasciando il resto a casa, da prendere, nel caso, in un secondo momento.

Invece no.
Deve esserci tutto dentro.
TUTTO.

Per mia figlia, pur nascendo in giugno, devo portare una copertina di lana, non sia mai ci sia l’aria condizionata troppo fredda nell’ospedale, ma anche una di cotone, perchè in ogni caso fa caldo ma non ci sono più le mezze stagioni…

E poi pannolini, vestitino a mezze maniche, a maniche lunghe, a bottoni aperti, il cappellino, le ghettine, i calzini, le salviettine, l’accappatoietto….
Senza ovviamente considerare tutto il necessario per la mamma.

CONSIGLIO PER I PADRI: Generalmente sul sito dell’ospedale dove andrete a partorire, ci sono delle indicazioni sulla borsa per il parto. Noi andremo al Fatebenefratelli e vi riporto qui cosa consigliano direttamente dal sito:

Per la mamma:

  • 2-3 camicie da notte di cotone aperte,
  • vestaglia
  • 2 reggiseni per l’allattamento
  • tutto per l’igiene personale
  • pantofole comode
  • (il phon è nel bagno, portare una valigia piccola)

Per il bambino:

  • 3 cambi composti da: un body mezza manica di cotone, una tutina o ghettina con maglietta
  • 1 copertina di lana o cotone a seconda della stagione

Per il papà (se assiste al parto):

  • kit camice di carta e sovrascarpe (si compra presso l’ospedale al distributore di bevande)

Inoltre un sacchetto per la sala parto con:

  • assorbenti del post parto
  • mutandine a rete usa e getta
  • cartellina con tutte le analisi in cui deve essere messo in evidenza il gruppo sanguigno, HbSAg, HCV, tamponi, elettrocardiogramma, visita anestesiologica, le analisi dell’ultimo mese di gravidanza e le ecografie
  • primo cambio del bambino composto da: un body di mezza manica di cotone, una tutina o una ghettina con maglietta a maniche lunghe e una copertina.

Ultime notizie dal fatebenefratelli di Roma, segnalazione di una lettrice: sembra che, per motivi di budget, non forniscano più i pannolini. Quindi nella busta del bambino da consegnare in sala parto inserite un pannolino new born e portatene un pacco in ospedale.

P.S. la ma borsa è pronta dal 4 ottobre, ossia da quando mi ha detto che aspettavamo un bambino.
Dentro ci sono una maglietta, un paio di mutande, dei calzini e uno spazzolino. Ma solo perchè non so se mi faranno dormire lì o meno.
Altrimenti la maglietta non l’avrei presa.

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Giorno 189: Che contrazioni, sarà perchè ti amo.  

Ore 8:00 del mattino.
L’ordine è attaccare appena vedete il bianco degli occhi del nemico.
Tu sei appena uscito dalla fase REM, stai cercando ancora di capire a chi appartiene il corpo nel quale ti trovi.

Senti da lontano un rumore.
Ripetitivo.
Secco.

Socchiudi gli occhi e nell’immagine appannata del mondo, appare Lei.
Un suo ultimo colpo di tosse, palesemente finto, ti fa capire che vuole la tua attenzione:
Oh, scusa, ti ho svegliato?
Non fai in tempo a rispondere che lei ha già spalancato la finestra, facendo passare la temperatura della stanza da un gradevole +20° C ad un terrificante -4° C, acceso la musica e fatto partire l’aspirapolvere.

Nel mentre, continua a parlare, tu provi a muovere gli arti inferiori, giusto per capire di essere ancora vivo e vedi questo pancione, che si aggira spolverando casa, canticchiando e spostando cose, ti chiedi come sia possibile che questa persona sia la stessa che la sera prima era spiaggiata sul divano con un cuscino a forma di fagiolo tra le gambe.
Poi in un attimo tutto si ferma.
Lei ti guarda, stanca come se avesse spostato a mano il palazzo da un quartiere all’altro, e ti dice:
Oddio, ho la pancia dura. Devo fermarmi.

CONSIGLIO PER I PADRI: Quando si indurisce il pancione non è niente di preoccupante, sono quelle che vengono chiamate contrazioni di Braxton Hicks.
Solitamente le contrazioni di Braxton Hicks non sono dolorose, la maggior parte delle donne avverte solo sintomi lievi come indurimento del pancione e doloretti lombari.
Nonostante aumentino di frequenza e di intensità nell’ultimo trimestre, e in particolare nell’imminenza del travaglio, sono totalmente innocue e rimangono sempre irregolari.
Saperlo è importante per riconoscerle e distinguerle dalle contrazioni vere e proprie.
Non sono pericolose a meno che non siano accompagnate da forti dolori addominali e perdite di sangue, in questi casi, bisogna contattare immediatamente il proprio medico.  

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Giorno 154 – Tutti pazzi per la morfologica

Mia figlia non è ancora nata e ha già più foto di me.
Ormai ad ogni visita gli fanno un’ ecografia per vedere come sta e ci stampano le foto del feto in ogni posizione: quanto è lungo il piede, il cuore, le vene, il pancino…

Io, come ogni padre, voglio mostrare in giro le foto di mia figlia e, visto che non ne ho, faccio vedere le ecografie. Devo dire, però, che solo i padri riescono ad apprezzare queste immagini, anche perchè quello che si vede è praticamente un fagiolo racchiuso su sé stesso, in tutte le varianti del caso.
A capa sotto.
A capa sopra.
Dai piedi.
Dalle mani.
Ma se vi fermate bene, vedrete sempre e soltanto la stessa identica foto!
C’è però un esame in particolare che scalda gli animi e fa subito famiglia: la morfologica.

Con il termine ecografia morfologica di 2° livello, si intende un esame eseguito da un operatore molto esperto, con una strumentazione di elevata tecnologia, finalizzato soprattutto alla diagnosi delle malformazioni fetali. L’esame viene eseguito solitamente tra la 20a e la 22a settimana per mezzo di una sonda adatta poggiata sull’addome.  

Al di là della questione pratica e del suo indubbio utilizzo nello scoprire le maggiori malformazioni genetiche, quello che fa impazzire tutti è l’immagine 3D.
Finalmente si può vedere l’immagine in tre dimensioni del feto, vedere il faccino, come sarà, che naso avrà… Questa cosa, confesso, mi ha un po’ spaventato e un po’ emozionato, avrei visto in faccia il mio futuro.
Una volta entrati nella clinica ci hanno fatto aspettare in una saletta.
Da una porta laterale continuavano ad uscire coppie di quasi genitori accompagnati da uno stuolo di parenti che, festeggiando, si complimentavano ora con il quasipadre, ora con la quasimadre.
Noi non abbiamo voluto nessuno intorno, anche perchè se ci fosse stato qualcosa di interessante da vedere, lo avrebbero visto successivamente in foto.
Incuriositi da questo viavai, siamo entrati nella saletta con la sicura speranza di uscirne ormai genitori fatti e finiti.
Il risultato?

(Senza nulla togliere all’importanza della morfologica, sia ben chiaro, è un esame estremamente utile per tutti i motivi di cui sopra.)

CONSIGLIO PER I PADRI: Attenzione, non pensate di vedere perfettamente vostra figlia fatta e finita.
In realtà si tratta praticamente di una ecografia come le altre, solo che, in più, ti mostrano La Cosa dei Fantastici 4 e ti dicono che è tua figlia.
Vedi un impasto di qualcosa che esce dall’immagine e che si gira a guardarti, come un pezzo di magma che esce dal vulcano.
La nostra aveva il faccino schiacciato verso la placenta, quindi il nasino sembrava quello di un pugile professionista.
Ora, spero che questa immagine 3D non sia veritiera al 100%.
Sicuramente, quando siamo usciti di lì, ci siamo guardati e abbiamo gioito per l’esito di perfetta salute del feto, risultato dall’esame, e non per il primo selfie di Selina.

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Giorno 179: Il corso Pre Parto

Ne avevo solo sentito parlare.
Credevo fosse una cosa tipicamente americana, invece, è seguitissimo e molto utile.
Di corsi pre parto ne esistono di tutti i tipi, per quelli che vogliono partorire in acqua, a casa, da soli, in gruppo…
Ce ne sono sia a pagamento che gratuiti, noi ne abbiamo trovato uno presso la ASL, qui a Roma, un servizio decisamente puntuale con gente preparata e qualificata. C’è che dice che si debba fare dal sesto mese, chi dal settimo, chi oltre il nono. Provate a informarvi nella vostra zona.
A me, è’ andata più o meno così: chiamo la ASL per fissare un appuntamento, mi danno una data per la prima lezione e ci presentiamo puntuali nella sala d’aspetto. Pensavo sarebbe stato un momento di incontro tra le future mamme e i futuri papà, anche per poter parlare di cose tecniche come ad esempio:
– “Come si cambia un pannolino?
– “E soprattutto dopo che ne devo fare?
– “La testa del bambino la devo sempre tenere?
Nella sala d’aspetto, però, c’erano tante future mamme ma solo un futuro papà: me.
Magari arriveranno dopo… (penso)
Ci fanno accomodare in un’altra stanza e appena entrati scopro l’amara verità: un cerchio di sedie rosa con tutte donne sedute che si tengono il pancione e io da solo su una nera.
Volevo sparire.
Scene così le avevo viste solo nei film, e proprio in quel momento:
Ciao a tutte, io sono Carolina e sono la vostra consulente per il parto
e tutte in coro
Ciao Carolina
Fatemi uscire!
Mentre mia moglie continua a ridere per la situazione, io penso ad un piano di fuga, senza dare troppo nell’occhio.

CONSIGLIO PER I PADRI: Se vi trovate in una stanza con tutte donne incinta, evitate qualunque battuta, QUALUNQUE, anche quelle che possono sembrare più innocue e immaginiate siano del tutto innocue. Non sono innocue.
Fidatevi.
Potreste urtare la sensibilità di una qualunque delle madri presenti in sala.

Imbarazzo per i papà a parte, il corso pre parto è un servizio molto interessante, stiamo andando avanti e ad ogni lezione abbiamo nuove informazioni utili per quanto riguarda il parto ma, soprattutto, per le cose pratiche di tutti i giorni. Nei prossimi post ve le racconterò mano a mano.
L’unica differenza è che adesso lo segue mia moglie e poi mi racconta, io resto a casa e preparo la stanzetta per nostra figlia.

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Ricette per futuri papà: Il Tiramisù senza Uova

Ingredienti per un tiramisù piccolo

250 gr mascarpone

125 gr panna da montare

80 gr zucchero

1 pacco di savoiardi

caffè (zuccherato o no a seconda dei gusti)

cacao in polvere

acqua

Preparazione

Metti su una moka grande di caffè oppure calcola almeno 5 o 6 capsule se lo fai con la macchina per il caffè espresso come Nepresso, Dolcegusto, A Modo mio, etc.
Nel frattempo metti in una bacinella il mascarpone e lo zucchero e lavorali con un mestolo fino a raggiungere un composto unico.
In un’altra bacinella con i bordi alti metti la panna liquida e montala a neve.

NOTA PER I PADRI: Per montare perfettamente la panna, ci sono alcuni trucchi.

  • La panna, va conservata nella parte alta del frigo, quella più fredda (circa 2-4°C).
  • In estate, se fa molto caldo, puoi:
    • mettere la panna in freezer per 2-3 minuti, prima di montarla;
    • inserire la bacinella in una bacinella più grande, con del ghiaccio dentro.
  • Inizia a montare la panna con le fruste a bassa velocità, aumentandola piano, piano;
  • Non lavorare molto la panna, a meno che tu non voglia del burro 🙂

Una volta montata la panna, unisci il mascarpone e lavoralo piano dal basso verso l’alto, in modo da incorporare aria.

Metti il caffè in una bacinella e allungalo con l’acqua (scegli se zuccherarlo o meno, io lo utilizzo amaro perchè lo bevo amaro).
Immergi i savoiardi nel caffè e mettili su un vassoio con i bordi alti.
Continua finchè non copri tutto il primo livello del vassoio.
Ora sei pronto per mettere la crema sui savoiardi.
E via con il secondo strato di savoiardi bagnati.
L’ultimo strato sarà composto dalla crema e dal cacao spolverizzato sopra.

In questo modo avrete una crema sicuramente meno liquida del tiramisu normale, ma la vostra signora potrà mangiarla senza nessun problema.

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Giorno 12: Che si mangia? – Capitolo II – Il problema del Ferro

Molte donne, soprattutto dopo i 32 anni, soffrono durante la gravidanza di carenza di ferro, questo è dettato principalmente dal feto che necessita di assorbire molti elementi per crescere e formare le ossa.

Se siete in quel ristretto cerchio di fortunati uomini che hanno accanto donne che non soffrono di carenza di ferro, amici miei, vi stimo.
Se siete in quel ristrettissimo cerchio di iper-fortunati uomini che hanno accanto donne che soffrono di carenza di ferro, ma che assumendo integratori non hanno problemi, amici miei, vi invidio.
Se invece siete nel grande cerchio di coloro che hanno accanto una donna che soffre di carenza di ferro e che assumendo integratori ha problemi di intolleranze, amici miei, siamo tutti sulla stessa barca.

Purtroppo gli integratori di ferro hanno lo spiacevole effetto di non essere perfettamente sopportati dall’organismo (specie in questa fase) e quindi, se non lo assumono sono stanche, affaticate, non dormono e sono irritabili ma, se lo assumono, hanno dolori all’addome, crampi e… sono irritabili.

Bisogna fare delle prove.
Purtroppo ci vuole un po’ di tempo e ogni donna reagisce in maniera diversa ma, quando e se trovate l’integratore giusto, ordinatelo in farmacia, oppure, andate su Internet, compratene una scorta e tenetela sempre con voi, non sia mai.

C’è chi dice che per fissare il ferro va mangiato il limone (spremuto nell’acqua per esempio), chi invece dice che una minima intolleranza al glutine potrebbe interferire con il fissaggio del ferro.

E la carne?
C’è chi dice no e c’è chi dice si…
I fagioli pare di no perchè gonfiano l’intestino, le pasticche però no perchè…

Forse rosicchiando delle sbarre di ferro….

Padri, facciamo fronte unico, uniti ce la possiamo fare.
Resistiamo.

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Giorno 11: Che si mangia?

Credo a questo punto che non sia così inusuale che molte donne incinta inizino a mangiare male e, spesso, troppo.
Una nuova vita sta nascendo e ha bisogno di nutrimento e la fame aumenta ma, prima di capirci qualcosa, pare che non si possa mangiare proprio niente!

Se uno prova a cercare su internet “Cosa non mangiare in gravidanza” viene sommerso da centinaia di input, spiegazioni e dissertazioni. Allora si prova a cercare “Cosa mangiare in gravidanza“, sperando di avere miglior successo, scoprendo, invece, che la realtà non è delle migliori, perchè, a quanto pare, gli alimenti sono davvero pochi.

O meglio, ci sono mille attenzioni da seguire.

Lavare frutta e verdura con prodotti specifici (amuchina o bicarbonato) almeno 20 minuti prima.
Niente cose crude (addio sushi, mi mancherai…), uova crude, carne poco cotta, creme….
Ma soprattutto la meraviglia della rete dice tutto e il contrario di tutto.
Il prosciutto crudo no, ma se è molto stagionato (Crudo di Parma e San Daniele) alcuni dicono si, altri: mai nella vita.
Magari si può sostituire con lo speck, ma anche no secondo altri.
Sui formaggi sorvoliamo, perchè quelli a pasta molle non si toccano, ma neanche quelli freschi e neppure….

A sentir loro, praticamente le donne incinta dovrebbero mangiare solo gelato! Per questo, invece di prendere peso come da programma, ingrassano troppo velocemente.
Future mamme, non è colpa vostra, è che nessuno si mette d’accordo su cosa dobbiate mangiare, quindi, intanto, il gelato compratelo, poi capiremo che altro darvi.

CONSIGLIO PER I PADRI: Non dovrei neanche dirlo, ma è giusto ribadire l’ovvio… se normalmente non si dice ad una donna che è ingrassata…. NON SI DICE MAI AD UNA DONNA INCINTA CHE E’ INGRASSATA.
Il massimo che potete dire è che il vestito le casca male e le fa uno strano riccio sull’addome.
Punto.

Comunque ho provato di mia iniziativa a creare un paio di ricette interessanti, ho un passato da chef, le trovate qui sul blog, in modo da poterle condividere.

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Giorno 140: Eppur si muove

Stavo lavando i piatti.
Quando sento un urlo.
Di corsa vado verso il divano, vedo mia moglie che balza in piedi e terrorizzata si guarda la pancia e dice:

“Aiuto, c’è un bozzo!”
“Dove?” – Dico io.
“Qui dentro” e indica la pancia. “Che cosa può essere?”
“E che può essere? Hai una bambina nella pancia, chi sarà mai che bussa da dentro?”

Così l’abbiamo sentita muoversi per la prima volta, un piccolo calcetto all’altezza del diaframma.
E da li, praticamente non si è più fermata.

Il problema è che oltre a non fermarsi, cresce in maniera vertiginosa, quindi ogni calcio diventa più un rigore di Totti che un piedino di un feto.

CONSIGLIO PER I PADRI: Tranquillli, noi non riusciremo quasi mai a sentire la bambina, perchè la scena sarà sempre la seguente:
• Corri!
• Che succede?
• Metti la mano, senti

Voi mettete la mano, e non succede assolutamente nulla. Fermi. Immobili.
• Giuro, fino ad un minuto fa si muoveva
• Certo amore, non ti preoccupare.

Vi allontanate e la storia si ripete.
Ciclicamente per tutta la giornata.
Quindi vi conviene comunque dire che ogni tanto la sentite, anche se non è vero.
Comunque il consiglio casereccio della ginecologa è che debba fare almeno una decina di movimenti al giorno, per stare tranquilli.
Quindi meglio il movimento che la stasi, sicuramente.

Ma tranquillo papà, quando cresce, inizia a riconoscere il giorno dalla notte… ma non capisce cosa vuol dire, quindi sta sveglia di notte e dorme di giorno.

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Giorno 90: La scelta del nome

Il nome è importante per la vita di un uomo/donna.
Nomen omen (il nome è un presagio) dicevano i latini, e se pensi che il tuo nome ti accompagnerà per tutta la vita, viene spontaneo fermarsi un secondo e ragionare bene su quale sia il nome migliore per il nascituro.
NOTA PER IL PAPA’: Come mi disse una mia amica, noi padri non scegliamo realmente il nome, accettiamo uno di quelli che viene proposto dalla mamma.
Ma possiamo dire dei NO.
Attenzione, questi NO a disposizione non sono infiniti, vanno giocati bene e usati con parsimonia, perchè poi non si torna indietro.
Ci sono diverse tipologie di nomi:
– I classici (santi e patroni sopra tutti)
Sono i più frequenti, non creano particolare scompenso alla crescita del piccolo, ma sicuramente lo spersonalizzano: ad una festa ci saranno venti bambini con lo stesso nome e per trovarlo rischiate di passarci la serata.
La cosa buona è che troverete facilmente la targa con il vostro nome negli Autogrill.
– I parentali (nonni, zii e parenti vari)
Il rischio è che si possano trovare dei nomi molto antichi, che andavano di moda cento anni fa ma che adesso fanno subito effetto museo egizio.
Il problema più grande è quando si tenta di forzare i nomi cambiando sesso, tipo PierferdinandA, GiuliettO….
– I modaioli (gli idoli del momento)
Le mode, si sa, cambiano in fretta, quindi rischiate di chiamare vostro figlio justinbieber tutto attaccato, per poi sentirvi dire: è chi è ‘sto justinbieber?
Ci sono poi gli estremisti che chiamano i figli Facebook o Twitter… ma lì credo ci sia qualche cosa che non va.
– Gli esuberanti (quelli che vogliono essere particolari per forza!)
I nomi stravaganti fanno sorridere i primi venti secondi, poi, tutti, inizieranno a chiedervi lo spelling per capire cosa scrivere sui documenti.
Chiamare vostro figlio “Qwerty” non lo aiuterà ad inserirsi socialmente bene, tantomeno chiamarlo “Wasaby”, solo perchè fa esotico, non lo faciliterà nel farsi nuove amicizie.
– I senza fantasia (quelli che danno come nome il cognome: Marco Marchi, Paolo Paoli…)
Sorvolerei….
Quello che però vi chiedo è di pensare bene alla crescita psicologica del pargolo.
Ricordatevi che i bambini sanno essere molto cattivi, quindi evitate nomi strani solo perchè volete essere non convenzionali.
Detto questo, io volevo chiamarla Parmigiana (piace a tutti!) ma non potendo scegliere da solo, abbiamo optato per Selina, una bisnonna (quindi categoria parentale).