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GIORNO +211: LA PRIMA PAROLA NON SI SCORDA MAI

– A chi vuoi piu bene a mamma o a papá?
– A pippo baudo

Così recitava un pezzo di un famoso film degli anni 80, ma questa frase é un must per tutti i neo genitori.
Quale parola dirà per prima?
Generalmente si fa finta di niente, usando frasi tipo: “ma si, non mi interessa” – “l’importante è che inizi a parlare”.
Ma nel profondo, la nostra speranza é che dica “papà”.

O ancora meglio tipo “papà ti voglio bene”.
E la sottile sfida tra i genitori si gioca sui messaggi subliminali.
Tipo che mentre dorme le sussurri “papà” nell’orecchio.
O continui a dire: dove sta PAPÀ? Ecco PAPÀ!
Mettendo casualmente un fortissimo accento su papà.
E poi scendono in campo anche i nonni che patteggiano per la propria fazione: Dì papà a nonna.
Dì mamma a nonno.
La piccola si trova bombardata da piu fronti e identifica praticamente tutto con queste due parole.
È come se fosse una questione di onore e di casata, chi conquista la prima parola ha diritto a due territori a scelta e quattro carro armati rossi.
Io avrei voluto dicesse “curcuma” come prima parola, cosi giusto per non avere problemi a casa.
Ma sinceramente a me non interessa questa sterile discussione.

E’ più una messa in scena che bisogna fare, un gioco che va avanti dalla notte dei tempi, che prevede alla fine una simpatica presa in giro per quando sarà grande.

L’unica cosa certa è che qualunque cosa dirà, sarà un sogno da ascoltare.
E una notte, mentre siamo nel letto, Selina dorme nel suo lettino beata con il ciuccio in bocca.
Si gira e si lamenta, forse per i denti, forse perchè ha fame o ha fatto un brutto sogno.
La mia signora fa per alzarsi ma le faccio cenno di stare tranquilla.
Anzi le dico di mettersi i tappi, cosi da poter dormire senza doversi svegliare per ogni minimo rumore.
Mi avvicino al lettino e la guado, bellissima nel suo pigiamino rosa.
Lei con quegli occhioni grigi mi guarda fisso.

Smette di piangere.

Mi sorride.

Io sorrido.

E mi dice: “mamma”.


La guardo con amore.
La sua prima parola.
“Mamma”.
Mi guardo intorno.
La mia signora dorme.
Profonda.
Con i tappi.
Nessuno altro in casa.
Guardo Selina, le do un bacio e le dico: “Amore, questo sarà il nostro piccolo segreto, vero a PAPÀ?!”

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GIORNO + 178: QUELLA MAIALA DI PEPPA

Analisi semiseria di una delle serie tv della “loro” generazione

C’è un cartone animato ultimamente che sta spopolando.

Peppa Pig.

Si tratta di un maialino e della sua famiglia: mamma pig, papà pig, nonno pig….

Le puntate sono molto semplici e catturano l’attenzione dei bambini per i disegni bidimensionali e i colori pastello.

Tutto molto bello ma se guardate bene una puntata, troverete delle cose strane.

Sorvolo sul fatto che tutti dicono a Peppa che sua madre è una maiala e lei ne è felice, non credo che questo sia molto educativo, ma sorvolo :-)

Per prima cosa ci sono tanti animali che parlano, che hanno un lavoro, una casa, dei cuccioli.

E questi stessi animali allevano degli altri animali che invece non possono parlare.

Nonno pig ha delle galline a cui da del cibo.

Un maiale che dà del cibo alle galline.

Peppa pig gioca nello stagno, sale sulla barca guidata dalla signora coniglio e danno le molliche di pane alle anatre.

Un Maiale su una barca guidata da un Coniglio da da mangiare a delle Anatre.

Ora io credo che sia una tenera vendetta degli autori che leggendo all’epoca topolino si chiedevano perchè nonna papera desse da mangiare ai maiali nella stalla.

In più la signora mucca (notoriamente una vacca) fa la veterinaria.

Capito?

Una mucca che parla che cura degli animali che non parlano.

Perchè devono esserci animali di serie A e animali di serie B? Questa è discriminazione.

Razzismo animale allo stato puro.

Ma non è tutto.

Ogni casa sta sul cucuzzolo di una montagna, con un grado di pendenza che ucciderebbe Masner, ma loro vanno avanti e indietro con diversi automezzi.
Il treno del villaggio è guidato dalla signora coniglio.

Il pulmino della scuola è guidato dalla signora coniglio.

L’elicottero di salvataggio è guidato dalla signora coniglio.

Quindi o la signora coniglio ha una patente con tutte le lettere dell’alfabeto o nel villaggio c’è una assoluta necessità di personale qualificato.

In più Peppa Pig ha un fratello che si chiama George.

I genitori erano ovviamente ubriachi dando ad una il nome Peppa (ossia Giuseppina) e all’altro George, oppure era sempre una vendetta degli autori contro il principe di Inghilterra ritenuto un porco.

Non ci è dato sapere l’età del maialino George, ma sappiamo una cosa: adora i dinosauri.

Va in giro con un dinosauro giocattolo tutto il giorno.

Soprattutto sa dire solo una parola: dinosauro.

Dice solo questo.

Non mamma, papà, peppa.

No.

Dinosauro.

Nessun bambino sa dire solo una parola, e per di più così complicata come “dinosauro”, senza essere rinchiuso in un centro specialistico.

Ma nessuno se ne accorge e tutti ridono felici.

Ogni puntata finisce con un attacco epilettico in cui tutti si sdraiano a terra e si muovono in maniera convulsa.

Quindi non solo questo cartone è razzista, non solo dimostra un mondo in cui non c’è disoccupazione e quindi illude i bambini facendogli credere che troveranno lavoro facilmente, ma soprattutto non prende in considerazione malattie importanti che vengono derise e sbeffeggiate.

Quindi genitori, la prossima volta che lasciate soli i vostri figli davanti a Peppa Pig, pensate a tutto questo prima di dire: ma è solo un maialino.