Pubblicato in: Diario

Smart Trike – Prova su strada

Ho provato lo smart trike, un divertente passeggino 5 in 1.

Comodo e maneggevole. Almeno per me.

Che ne penserà Selina?

Guardalo nel video

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Pubblicato in: Diario

La febbra

Sono uomo.

E in quanto tale, quando supero i 36.8 chiamo in automatico il notaio per il testamento.

Non sopporto il dolore, il raffreddore, il naso che cola, il respirare con la bocca di notte e svegliarsi con la sensazione di aver mangiato sabbia.

Odio quella sensazione di costante tremolio, unita ad un dolore lancinante delle ossa e alla scomodità di qualunque posizione.

E tutto questo solo se resto sotto i 37.

Sopra è ricovero immediato.

Ma preferirei prendere la peste, il vaiolo o qualunque malattia debellata nel secolo scorso, piuttosto che vederti malata.

Quando ti vedo rossa in faccia, con quella tossetta che parte dal basso, con gli occhioni lucidi e il termometro che segna 40.5 (perché i bambini arrivano a temperature impossibili), è in quel momento che il padre che è in me esce fuori e ti sussurra all’orecchio: andrà tutto bene, amore mio. Stai tranquilla, c’è papà.

E ti vedo sorridere.

E a me viene la febbre.

Di te.
Che spero non passi mai.

Pubblicato in: Diario

I vicini di casa

Da un mese a questa parte, hanno affittato la casa davanti alla nostra. Abbiamo visto dalla finestra i lavori di ristrutturazione, la pulizia, il trasloco, la nuova pulizia e finalmente i nuovi inquilini.
Ogni tanto dalla finestra li vediamo passare e pensiamo alle loro vite, casa faranno, che lavoro, saranno simpatici?
L’altro giorno mentre stavo passeggiando, li vedo uscire dal portone.
Loro mi guardano, io accenno un sorriso e loro a testa bassa si allontanano di corsa.
Non capisco il comportamento ma penso sia stata solo una mia impressione.
Un paio di giorni dopo succede una scena simile ma dal fornaio.
Ci penso ma non mi do una spiegazione, finché la sera siamo la pappa a Selina.
Lei è sul seggiolone, giorgia le dà da mangiare e io come al solito faccio i numeri per distrarla.
Ho in testa un secchiello, in mano una padella e sto facendo rimbalzare una palla mentre faccio le boccacce.
Ad un certo punto mi fermo, mi giro e vedo i miei vicini di casa guardarmi con gli occhi sgranati e spaventati attraverso la finestra.
Rivedo quindi tutte le scene di me davanti la finestra che ballo come un matto o con un peluches addosso cercando di far ridere Selina, solo che dalla finestra non si vede la piccola, ma solo un pazzo totale.

Ho capito una cosa.
Bisogna guardare tutta la scena prima di dare un giudizio e non fermarsi al pezzetto di quel che si vede.
Ma soprattutto ora monteró una tenda.

Pubblicato in: Diario

Gli effetti di ‪#‎gomorra‬ su ‪#‎selina‬

Arrivo sotto casa dei miei genitori con Selina e mentre aspetto mia madre entro dal fornaio per prendere un pezzo di pizza.
La commessa sorride, guarda la piccola e dice: “ciao Selina. Il solito? Assaggia questa pizza, è buona?”
Le da un pezzo di pizza, Selina la mangia e sorride.
Io mezzo stupito faccio per pagare ma lei mi fa: “no, no, va bene così.”
E usciamo.
Mi sono immaginato bambini che portano i peluche a far baciare da Selina, mamme che chiedono favori per i passeggini, papà che si ingraziano i figli….
Intanto lei sorride e mi abbraccia, con in mano il suo pizzo…pezzo di pizza.
Pubblicato in: Diario, Pensieri

Il mio pianto utile

Squilla il telefono.
– pronto?
– salve sono del centro assistenza della lavatrice. Lei ha richiesto un intervento?
– si non funziona più.
– il problema è che i nostri tecnici sono tutti fuori e c’è una lista di attesa

Stappo il ciuccio da Selina.
Lei piange.

– scusi non ho capito, mi deve scusare ma la piccola di 10 mesi sta piangendo. Diceva?
– domani mattina le va bene l’appuntamento?
– grazie mille, a domani.

Brava amore, ora puoi ninnare.

Pubblicato in: Diario

Lettera aperta

Un uomo che non conosco mi ha scritto questa mail.

“Ciao Patrizio, voglio complimentarmi con te per cio che hai pubblicato riguardo ai papà. Io sono un neo papà, ho una figlia di 9 mesi che purtroppo vedo 6 ore alla settimana. La mia ex non mi ha piu voluto vicino a lei, ma questo non è un problema.mi hanno dato molto coraggio le tue parole, anche se non ti nascondo che sono pieno di paure, la più grande è che mia figlia un domani non mi riconosca più come suo papà perché la mamma ha un’altro uomo in casa.ho 37 anni e sto vivendo momento che non auguro a nessuno di vivere.grazie ancora per cio che hai scritto.”
Dopo il primo momento di euforia personale per i complimenti ricevuti, mi sono fermato a pensare.

Ho pensato che Selina ora ha 11 mesi.

Ho pensato che Selina ogni giorno impara una cosa nuova.

E ho pensato che perdermi una cosa nuova al giorno sarebbe come ricevere una pugnalata.

6 ore alla settimana sono 162 ore perse a settimana di una creatura che cresce a vista d’occhio, che scopre il mondo attimo per attimo e che vive attraverso di te.

Non entro nel merito di questa coppia, non la conosco e non so le dinamiche.

Ma i figli non possono diventare merce di scambio o di ricatto, non si può mettere la vita a ore come il parcheggio.

Sarebbe come prendere l’anima di una persona e richiuderla in un angolo, per farla uscire a vedere la luce solo 6 ore a settimana.

Pubblicato in: Diario

Al parco con #selina

Al parco con Selina.
Incontriamo un altro papà con un’altra bambina.
– che bella. Come ti chiami?
– Selina. E lei?
– Alice.
– Quanto ha?
– 11 mesi. E lei?
– noi quasi un anno.
– ah.
– e dorme?
– ogni tanto. Alcune volte si sveglia un paio di volte e ti spezza il sonno.
– ah no, Alice ha dormito da subito tutta la notte.
– brava. Lei da quando ha iniziato mettere i dentini la notte si agita.
– ah no, Alice ha messo subito tutti i dentini senza un lamento.
– tutti?
– si, si. Tutti.
– ah. Selina ha iniziato da poco a giocare con le costruzioni.
– ah no, Alice ha fatto una app da sola per tradurre i suoi pianti in parole.
– Perché non parla ancora?
– Dice qualche parola.
– ah no. Selina parla già due lingue. Mi scusi ma ora vado perché sono un pó stanco. Per fortuna guida lei.
– perché ha la patente?
– già da un anno e mezzo. Buona giornata.

Pubblicato in: Diario, ricordo

GIORNO + 268: I RITUALINI

La vita di un neonato è sostanzialmente monotona.

Si sveglia, colazione, gioca, cacca, pranzo, ninna, gioca, cacca, bagnetto, cena, ninne e si ricomincia  (il numero della cacca può variare, il resto più o meno è così).

Per dargli una routine c’è bisogno però di inserire dei rituali, qualcosa che sia facilmente riconoscibile dal bambino e che gli/le faccia capire a che punto della giornata ci troviamo.

Io ne ho tre che adoro, quello delle ninne, quello della pappa e quello del risveglio.

  • Rituale delle ninne.

Da quando abbiamo introdotto il rituale, Selina è diventata svizzera.

Alla stessa ora (verso le 20.30), inizia a sbadigliare e vuole andare a dormire.

Che da una parte è un bene perchè regolarizza il sonno e i ritmi, dall’altra ovunque stai sai che a quell’ora inizierà a piangere per il sonno.

Allora abbassiamo le luci in soggiorno.

Andiamo in camera.

Mettiamo la musica.

E stiamo tutti e tre sul lettone.

È il nostro momento, quello che aspetti per tutto il giorno, più che un rituale per farla addormentare è un rituale per ritrovarci insieme.

Quando non riusciamo a farlo o io o la mia signora per motivi di lavoro si sente qualcosa che manca, un pezzo della giornata che non è andata come doveva.

Mettiamo l’olio per i bimbi sulle gambe, facciamo un massaggino alla schiena, cambiamo il pannolino e mettiamo il pigiama.

Sembrano cose banali.

Ma sono LE nostre cose banali.

E quando finalmente si addormenta con il ciuccio in bocca, la guardiamo ancora un po’, con quel musetto da mordere e quella pace che solo alla sua età si può avere.

La mettiamo sul lettino ed è come se finisse completamente la giornata.

  • Rituale della pappa.

Verso le 12.30 e verso le 18.30 Selina fa la pappa.

Fortunatamente la stiamo abituando a mangiare di tutto.

Mangia cose che io ho scoperto tipo a 30 anni, la farina di tapioca, i biscotti di farro, le lenticchie rosse….

E mangia tutto di gusto.

Capiamo che è ora non tanto dall’orologio quanto dal lamento della piccola.

Svizzera!

Seggiolone, bavaglino, tovagliolo, acqua e pappa.

Il problema è che si annoia facilmente di tutto, anche di mangiare, quindi i primi bocconi vanno alla grande, poi ha bisogno dell’intrattenimento.

Quindi inizia lo show del babbo che prova di tutto: dalla padella in testa, al tenere in equilibrio i giocattoli sul naso, al fare una soap opera con i peluches.

Fino ad ora sono uscite delle storie meravigliose, un giorno le raccoglierò e ne farò una serie tv.

  • Rituale del risveglio.

Verso le 6.30 Selina inizia a lamentarsi o come diciamo noi tecnicamente: gnagna.

Fa quel verso di “gna…gna..” tipico del pre pianto.

Generalmente la mia signora è già in piedi, quindi io sono solo nel letto e sgattaiolo nell’ombra andando a prendere il tesoro nascosto.

Mi affaccio oltre il lettino e vedo che mi sorride da dietro il ciuccio.

Ormai lo sa cosa sta per succedere.

La prendo e la metto nel lettone con me, e lei si spalma come il Philadelphia sul pane, rotolandosi nel lettone e praticamente buttandomi fuori dal materasso.

Ci riaddormentiamo così per almeno un paio di ore, finchè la fame non ci sveglia e andiamo a fare colazione.

Certo, molti di voi mi potranno dire: ma così prende il vizio. Poi te la ritrovi sempre nel letto con te.

È vero.

C’è questo rischio.

Ed è ne momento in cui penso a questo rischio che mi immagino vecchio nel letto e lei che si butta a 4 di spade accanto a me e ancora vuole giocare con me.

Ci sarà tempo per i vizi, ma questo mi sembra semplicemente un meraviglioso regalo.

Il tempo passa troppo in fretta per perdersi in regole e paure, passerà anche il tempo dei ritualini, ne arriveranno di nuovi, ma per adesso mi godo il respiro di mia figlia buttata sopra di me, mentre mi comprime il fegato.