Secondo uno studio americano, siamo più propensi a fare critiche che a donare complimenti.
Quando un servizio va bene, diamo per scontato il fatto che sia così. Quando un servizio non funziona scriviamo subito una nota negativa.
Se un ristorante è buono ce lo teniamo per noi, se non ci è piaciuto subito a scriverlo su tripadvisor.
Stamattina ho portato Selina all’asilo ed entrando nella stanza ho sentito un bambino piangere disperato.
Era in braccio alla maestra ma voleva fortemente la mamma.
Selina mi guarda e mi dice:
“Perché piange?”
“Amore non lo so. Forse gli manca la mamma. Senti perché non vai li e gli fai una carezza?”
Fa cenno di no con la testa e si nasconde dietro di me.
Mi inginocchio per guardarla negli occhi e le dico: “quando tu sei triste e piangi, se ti faccio una carezza tu stai meglio?”
“Si”
“E allora non vuoi far stare meglio il tuo amico?”
Lei mi guarda, si toglie il cappello e me lo da in mano.
Si avvicina al bambino e gli dice:
“Non riesci a fermare le lacrime che cadono, vero?”
Lui fa cenno di no con la testa.
“Non fa niente, un pochino si può piangere. Ma poi papà torna.”
Lei si avvicina e gli da uno schiaffo sul braccio, che io ho interpretato come un eccesso di carezza.
Poi corre verso di me, mi da un bacio e va a giocare con gli altri.
Ogni giorno diciamo tante parole, molte sono inutili, alcune fanno male, altre possono aiutare.
Fare un complimento non ci costa niente, dire una cosa bella non ci costa niente, dare una carezza (non troppo eccessiva) non ci costa niente.
Ma chi la riceve ha guadagnato un regalo infinito.
Anche senza babbo natale.
