L’altro giorno stavo portando Selina dai miei genitori.
La lascio in quella che un tempo era camera mia, e le dico: “Ora ti lascio con nonno.”
Poi mi giro e salutando dico: “Ciao papà.”
E penso.
In 33 anni (e per i prossimi 1000 anni) io non ho mai chiamato mio padre per nome.
Non ho mai detto: “Ciao Giovanni (il suo vero nome)” e mai lo dirò, se non consideriamo gravi discussioni.
E penso.
Che mia figlia non mi chiamerà mai per nome.
Io per lei ho cancellato il mio vecchio nome e ne ho preso uno nuovo.
Anche a 90 anni, mi continuerà a chiamare papà.
Patrizio non c’;è più.
O almeno quel Patrizio non c’è più e ce ne è uno nuovo.
Uno per tutti gli altri, e papà per mia figlia.
In questo senso è come dire di essere nato una seconda volta.
Avevo sentito dire da alcuni che si diventa veramente padri quando ti senti chiamare papà.
Ma non ne avevo capito il significato.
Pensavo si riferisse ad una emozione, ad un momento intenso tra voi due.
Invece è molto di più.
C’è una storiella che gira su internet; una maestra chiede ad un bambino:
“quanti anni ha tuo padre?”
e il bambino dice:
“6 anni”
“Ma come è possibile? Sarà molto più grande”
“No, è diventato papà da quando ci sono io”
Al di là della tenerezza infinita, dietro all’ingenuità c’è una verità incredibile.
E’ la nascita di un uomo nuovo.
L’annullamento di quello prima.
Mi viene sempre in mente la storia dell’agave.
La pianta dell’agave ha una particolarità: può vivere anche oltre 50 anni e arrivare a notevolidimensioni, ma produce un solo fiore.
Dopo di che, muore.
Usa tutta la sua forza e tutte le sue risorse per far crescere quell’unico fiore, per poi lasciarsi andare e morire.
Quel fiore è di una bellezza rara e può arrivare anche ai 5 metri di altezza.
Ma mi ha sempre fatto strano pensare ad una pianta che cresce in solitaria per poi annullarsi completamente.
Mi chiedevo perchè, pur sapendo di fare questa fine, l’agave avesse voglia di annullarsi così.
Certo, è una pianta, ma conosco tanta gente che non va molto al di là.
Quello che ho capito ora, è che non muore veramente, muore quella che chiamiamo agave, per farnascere una nuova pianta che darà vita a nuovi fiori.
Un uomo quando fa un figlio non si annulla ma cambia e si trasforma, diventando un’altra persona.
Grazie Selina, per avermi fatto nascere papà.

quanta dolcezza nelle tue parole ❤
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grazie mille 🙂
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bel blog!
Ps: la nostra piccola il papà lo chiama “Ryder” e lei è “Chase la superspia”, se guarerai i paw patrol capirai :D:D
PPS scusa non era per togliere serietà al tuo post 🙂
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grazie mille!
no, per ora siamo ancora fermi a peppa pig!
Appena arrivo li capirò (e riderò tanto!).
pps: ma che, niente di serio qui dentro! 😉
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leggendoti ho pensato al mio papà, del quale sono la ragione di vita da quando sono stata messa al mondo. e rifletto sul fatto che spesso voi genitori vi possiate sentire inadeguati a causa di questo mestiere così sui generis e a tratti ingestibile, ma d’altra parte anche noi figli sentiamo spesso di non essere abbastanza per voi, che meritereste di più.
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È come uno specchio. Ci si rivede, ma dall’altra parte della barricata. E siamo noi a dover essere i supereroi per qualcun altro. Sceglieremo, certo, ma lo faremo in buona fede.
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